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GUIDA PRATICA ALLA SCELTA DI UNA SCARPA ANTINFORTUNISTICA
SOMMARIO DELLA GUIDA :
PRIMA PARTE : CONOSCERE LE CERTIFICAZIONI
SECONDA PARTE : LE PARTI DI UNA SCARPA DI SICUREZZA (segue di sotto)
TERZA PARTE : SCEGLIERE LA SCARPA DA UOMO
QUARTA PARTE : SCEGLIERE LA SCARPA DA DONNA
SECONDA PARTE : LE PARTI DI UNA SCARPA DI SICUREZZA
Nella nostra esperienza nel mondo dell’antinfortunistica abbiamo proposto parecchie marche, molte sono rimaste nostri partner fino ad oggi come DIADORA, GOODYEAR, VEGA, U-POWER, COFRA e SORPASSO.
Di queste marche abbiamo voluto selezionare le scarpe più caratteristiche che ci hanno colpito per qualità e prezzo e da qui nasce il nostro catalogo di circa 60 modelli.
Volendo semplificare le tipologie di scarpe potremmo catalogarle in quattro categorie :

SCARPA BASSA
SCARPA ALTA
SANDALO
ZOCCOLO
Riepilogando:
1. La classica scarpa Bassa.
2. Quella alta con protezione sopra la caviglia.
3. Il sandalo estivo.
4. Lo zoccolo bianco.
Al di la delle certificazioni (di cui abbiamo già discusso nel precendente post) gli elementi da conoscere per scegliere la scarpa giusta sono :
1) Il tipo di PUNTALE e LAMINA ANTIPERFORAZIONE della scarpa
2) La CALZATA della scarpa
3) Il PELLAME della tomaia della scarpa
4) La SUOLA
- Appunto perchè esistono sul mercato scarpe da 20 fino a 100 euro è importante capire come sono costruite per apprezzarne il loro valore.
- Iniziamo dal PUNTALE, dispositivo di sicurezza indispensabile per la protezione delle dita del piede.
- In passato era esclusivamente realizzato in acciaio, un materiale sicuramente robusto ma decisamente pesante. Grazie alla ricerca applicata a queste scarpe, tutti i produttori oggi possono vantare puntali in materiali tecnologici come l’alluminio e il composito (materia plastica a base di fibra di vetro), che uniscono alla robustezza un peso decisamente inferiore.
- E’ il caso dei puntali delle scarpe U-Power che hanno una caratteristica UNICA rispetto alla concorrenza. Grazie alla tecnologia AIRTOE permette al piede di respirare. In pratica il puntale è dotato di fori asimmetrici ricoperti da una speciale membrana a micropori che permette l’eliminazione del sudore sottoforma di vapore acqueo. Inoltre questi puntali in alluminio e composito pesano quasi la metà di un puntale di acciaio.
- Quando scegliete una scarpa che volete sia leggera, controllate sempre il materiale con cui è realizzato il puntale e noterete che la scarpa di fascia bassa avrà sempre un puntale in acciaio mentre i modelli medio-alti saranno muniti di puntali in alluminio o composito. Il costo aumenta per avere una scarpa leggera, ma vi assicuro che saranno soldi spesi bene, visto che stiamo “investendo” sui nostri piedi

- Parliamo di LAMINA ANTIPERFORAZIONE !
- Anche questo dispositivo di protezione ha avuto una rapida evoluzione negli ultimi anni.

- Alla vostra sinistra potete ammirare la gloriosa lamina in acciaio, fresca di scansione, che protegge da sempre i nostri piedi da qualsiasi perforazione.
- Il pregio di questa lamina è uno solo credo : il prezzo.
- Obiettivamente in una produzione di massa, il costo di una lamina antichiodo in acciaio è irrisorio. Purtroppo i limiti di questa soluzione sono evidenti :
- - la scarpa diventa RIGIDA e PESANTE
- - data la sua forma, la lamina in acciaio non riesce a coprire l’intera pianta del piede ma soltanto l’85% della pianta.
- - essendo di metallo, in inverno, non isola il piede dal freddo.
- La soluzione sviluppata dai centri di ricerca è stata l’utilizzo di fibre sintetiche come il Kevlar, che a parità di peso è 5 volte più robusto dell’acciaio. La copertura della pianta è del 100% e grazie alla sua consistenza, la scarpa è leggera e flessibile. Un utilizzo del kevlar è nei giubbotti antiproiettili in dotazione all’esercito. Ci si può fidare insomma
- Tutto questo comfort ha però un prezzo, visto che le lamine in kevlar hanno un costo inevitabilmente superiore rispetto alla lamina in acciaio, però non si rinuncia ad avere una scarpa che pesa decisamente meno ed è realmente flessibile come una scarpa da ginnastica.
- LA CALZATA DELLA SCARPA
- Da non confondere con la taglia, è un indicatore numerico che esprime la vestibilità della scarpa. Mi spiego meglio.
- E’ stato calcolato che la misura standard di un piede equivale a 10. In pratica è come indossare una scarpa da passeggio della stessa misura che si usa abitualmente. Questa è la calzata che chiamo come NORMALE.
- Però, trattandosi di scarpe di sicurezza, a volte una scarpa con calzata 10 si è rivelata stretta, soprattutto per i possessori di piede piatto o comunque con pianta del piede più larga.
- Per ovviare a questo problema sono state introdotte delle calzate supplementari, praticamente a partità di taglia la pianta si allarga leggermente.
- Produttori come DIADORA e GOODYEAR hanno adottato la calzata 10 1/2 che è perfetta per il 95% dei piedi. Davvero comoda e il piede ha sempre un po’ di spazio ai lati per respirare.
- Altri produttori come U-Power e Cofra, in seguito ad approfonditi studi sulla pianta del piede, hanno deciso di elevare ulteriormente la calzata a 11, stabilendolo come nuovo standard.
- La calzata 11 non significa che una taglia 42 è diventata 43, ma è soltanto la calzata perfetta per il piede nelle diverse fasi della giornata lavorativa, visto che è sottoposto a mutazioni anche notevoli. Vi sarà capitato di trovare il piede più gonfio la sera, a fine giornata. E’ una reazione normale, ma per evitare dolore la scarpa deve avere una calzata più larga che possa contenere queste mutazioni. Potrebbe capitare che qualche piede più snello non gradisca una calzata 11 perchè davvero troppo larga, ma si tratta di situazioni limite. Da parte nostra una calzata 11 è indice di comodità e garanzia di non avere una scarpa stretta.
- IL PELLAME DELLA TOMAIA
- A seconda dell’utilizzo possiamo trovare scarpe in diversi tipi di pellame :
- - Pelle scamosciata, la più utilizzata per le scarpe con certificazione S1P. E’ morbida e leggera ma non è impermeabile. Esistono anche varianti estive con dei fori per traspirare meglio. Adatta per lavori all’interno.
- - Pelle Fiore e Nabuk, sono due pelli di alta qualità che uniscono robustezza a resistenza ai liquidi. Non a caso sono utilizzate prevalentemente per scarpe S2 o S3. Adatte per qualsiasi condizione.
- LA SUOLA
- Ultima ma non meno importante, è la suola. Anche essa, come gli altri dispositivi di sicurezza, è soggetta a certificazione. Infatti qualsiasi suola deve essere antiabrasione, antiolio, antiacido, antiscivolo e antistatico.
- Solitamente i materiali utilizzati sono il poliuretano compatto e la gomma nitrilica. Quest’ultima, adeguatamente trattata, protegge le scarpe con certificazione HRO, ovvero quelle che resistono al calore (per contatto) fino a 300°. Scarpe usate quindi da asfaltisti e saldatori o qualsiasi mestiere dove il terreno inizia a scottare!
- Ecco in basso un esempio di suola in Poliuretano di una scarpa U-Power Reflex. Nessuna scanalatura è lasciata al caso ma il disegno del battistrada è stato studiato appositamente per dare la massima stabilità e tenuta della suola in situazioni difficili. Ultimo elemento è la cellula posta sotto il tallone per l’assorbimento degli urti in caso di caduta. Un vero e proprio airbag!!!
- Abbiamo esaminato tutte le parti di una scarpa antinfortunistica. Nella terza parte parte, finalmente, cercheremo di dare un volto alla scarpa ideale! Clicca sul banner in basso per continuare.




















